mercoledì 3 giugno 2015

Il cannibale di Rotenburg

Armin Meiwes, meglio conosciuto come: “il cannibale di Rotenburg


Ed è proprio a Rotenburg che Armin vive con la famiglia; la madre, fredda e possessiva, è coinvolta in tre matrimoni ugualmente fallimentari, tant’è l’ultimo marito l’abbandona pressappoco di punto in bianco, ed in seguito anche il fratello maggiore si muove similmente lasciando casa per studiare altrove (tanto quanto per sfuggirvi semplicemente). A fronte dei molteplici fallimenti matrimoniali, conclusi come detto con l’abbandono del compagno prima e del figlio poi, la sua morbosa attenzione affettiva si focalizza completamente sull’adolescente Arwin già cresciuto in un ambiente privo di figure paterne “stabili” e perennemente sottoposto alla rigida quanto ossessiva morale materna, a parere di molti tra l’altro intrisa di un sentimento pseudo religioso rasente il fanatismo.
L’amore materno più ossessivo che affettuoso arriva al punto tale che la madre interferisce con la vita sentimentale e sessuale del figlio, tanto da accompagnarlo personalmente quando non riesce ad impedire che esca con una donna. Dopo che a seguito del primo, anche gli altri due fratelli vanno via di casa, Armin, mantiene (in parte vincolato, in parte forse senziente) il rapporto morboso con la madre, che lo segue persino durante il servizio militare e compiuti 20 anni incolla sulla porta della sua stanza l’adesivo con la scritta kinderzimmer: “Stanza del Bambino”. La madre muore di cancro, quando Armin ha ormai 36 anni e da quel giorno Meiwes lascia la sua camera pulita ed intatta come fosse una sorta di santuario.
Da questo punto in poi, inizia un nuovo capitolo della vita di Armin, apparentemente un normale tecnico di computer abbastanza introverso e schivo, ma in realtà una persona profondamente segnata dalla sua vicenda e mentalmente turbata, alla ricerca di un identità e di una sessualità ormai deformate.
Così inizia a frequentare diversi siti e forum per persone dedite ai più discutibili feticci (coprofagia e Vorarephilia inclusi) con il nick di “Franky” in riferimento a Frank, il nome di quello che stando poi alle perizie psichiatriche e alle sue dichiarazioni in queste, era il suo amico immaginario in gioventù.
Con il suddetto pseudonimo ad un anno dalla morte della madre Armin “posta” con disinvoltura e franchezza tale annuncio:

"Maschio omosessuale cerca un figo tra i 18 e i 30 da macellare"
Con il suddetto pseudonimo ad un anno dalla morte della madre Armin “posta” con disinvoltura e franchezza tale annuncio:
Assurdo penserete? Assolutamente, tant’è che riceve centinaia di risposte, e possibilità di ben
200 candidati fra i quali scegliere, in gran parte esaustivi dei suoi requisiti (ripeto: trai 18 e i 30). Infine sebbene non risponda al suo target pre imposto si “innamora” di tale vivida e sincera risposta:

"M’offro a te, non come carne da macello ma come cena"

A scrivere è un 42enne di nome Bernd Jurgen Brandes (sebbene inizialmente nella corrispondenza con il suo carnefice si finga più giovane pur di non essere scartato), ingegnere elettronico benestante e bisessuale, che uscente da una storia matrimoniale di 7 anni, al momento dell’incontro con Meiwes (nel marzo 2001) coinvolto in una relazione stabile con un uomo.
La motivazione di tanta sua dedizione?:

Chiunque abbia davvero intenzione di farlo avrà bisogno di una vera vittima!

E che ci crediate o meno, Brandes desidera fortemente essere mangiato, tant’è che dopo una lunga corrispondenza fra vittima e carnefice, e un reciproco scambiarsi delle proprie fantasie nel quale Armin si assicura la devozione del suo capro, arriva a mandargli una foto dei suoi denti.


Ecco la foto del candidato, Bernd Jurgen Brandes

Così Il 9 marzo, Brandes saluta il compagno, inventa bugie per tutti coloro che lo conoscono, prende un giorno di permesso, cancella l’hard disk del suo pc e, dopo aver comunicato ad Armin che non riesce più ad aspettare, sale in treno per raggiungerlo.
Nessuno tra amici e familiari nota segni di depressione o tendenze suicide in Brandes. I suoi precedenti compagni negano anche di aver riscontrato in lui tendenze parafiliche o sadomasochistiche.
Una sola persona, che sostiene di aver avuto un rapporto omosessuale con lui, testimonierà più avanti al processo riguardo una storia di due anni, conclusasi un anno prima della morte di Brandes, causa la sua ossessione riguardo al desiderio d’esser morso o mutilato ai genitali (Vi risparmio i successivi dettagli della deposizione ma vi prego ad ogni modo di tenere a mente questo dettaglio).
Nel frattempo il suo aguzzino, tutto sommato ugualmente fremente di gioia, riassetta la sua soffitta, da tempo predisposta a macello, dovete infatti sapere che quello di Brandes non è il suo esordio in materia, precedentemente un altro ragazzo ugualmente ansioso bussò al suo campanello, ma sebbene drogato, qualora appeso come carne da macello, nel mentre che Armin gli segnava indosso a pennarello dove avrebbe dovuto recidere la paura ebbe la meglio, e Meiwes forse più deluso della poca dedizione che generoso lo lasciò andare senza troppi indugi.
Giunto a casa di Armin, Bernd si spoglia ansioso dinnanzi a questi fremente, e dopo diverse pratiche sessuali, calata sera nella notte fra il 9 e il 10 marzo 2001 inizia l’orrore.

I due si trovavano in soffitta e Bernd è nudo e fremente davanti il suo aguzzino, a questo punto sebbene il macellaio brandisca un grosso coltello metto a dura prova il vostro scetticismo dicendovi che non è Armin a chiedere quello che poi saccede, anzi forse parzialmente scettico indugia in un primo momento ma la richiesta della sua vittima è chiara:
Taglia quella cosa!
Riferendosi al suo stesso pene.
Armin esegue non senza gioia, e prepara la padella con olio e aglio per poterlo cucinare, appena cotto, ambedue prendono parte al banchetto, stando alle dichiarazioni di Armin, non è lui il più famelico.
Il mutilato Brands, come intuirete, perde copiosamente sangue, Armin quindi lo “fa riposare” in una vasca d’acqua calda, quasi in atto di ammorbidirne la carne. Al termine di tale “bollitura” lo accompagna (ribadisco, non porta) al letto, è ormai la mattina del 10, sono passate ore eppure Bernds oramai esanime è ancora vivo, Armin gli si avvicina gli sussurra delle scuse per quanto sta per fare e infine gli recide la gola, sebbene si curi di effettuare un taglio non sufficientemente profondo da ucciderlo, la morte infatti sopraggiunge per dissanguamento.
Come si sanno tutte queste cose? Come Jeffrey Dahmer anche Armin Meiwes filma le intere 10 ore di “passione”

Il cannibale di Rotenburg passa il neo iniziato giorno a macellare professionalmente la sua vittima e a congelarla, e inizia a mangiarne i pezzi nei mesi successivi, asserirà al processo:

Ogni volta che mangiavo un pezzo di carne mi ricordavo di lui…è stato come fare
la comunione”
..lo squartamento del corpo mi ha divertito, il momento
dell’uccisione è stato terribile…”

Come per gli molti altri casi di questa rubrica trovare il maniaco non è stato facile, o meglio, venire a consocenza del tutto, il che mi mette i brividi portandomi a pensare a quante altre storie del genere possano esistere. Ciò che accadde quella notte fù infatti svelato da una successiva indagine avviata su denuncia di un giovane, lettore casuale di Arwin che nei mesi successivi aveva messo altri annunci galvanizzato dalle continua risposte.
Il processo di Armin nella storia tedesca è quasi più giuridicamente controverso di quanto lo sarà la sua vicenda per la cronaca, il fatto è che Armin non ha commesso alcun omicidio.
Oltre infatti agli scambi verbali che vi ho riportato ed altri ancora messi a verbale negli atti (estratti dal suddetto video) sta di fatto che Armin non necessiterà certo di Perry Mason per tutelarsi (ed in realtà non sembrerà averne nemmeno troppa voglia), infatti qualsiasi avvocato presentando la cronologia di Armin e le sue mail private potrà dimostrare quanto tale soppressione di una vita fosse volontà della “vittima”, pertanto sebbene la giuria riuscirà con il suo impegno ad attribuirgli tutte le aggravanti per l’efferatezza e la perversione della vicenda Armin non potrà che essere processato per “Concorso in suicidio”.
Durante il processo Armin si rivelerà prodigo di dettagli e deposizioni e sconvolgerò la giuria e tutta la Germania interessata all’incredibile vicenda con la sua tranquillità e sincerità nell’asserire cose allarmanti, egli infatti farà notare quanti siti analoghi a quelli da lui frequentati esistano e soprattutto ripercorrendo la cernita che ha fatto, quanti palpabili candidati a farsi macellare ha reperito con il minimo sforzo.



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